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Royal Oak: Eccezionale vendita all’asta di Ginevra Clone perfetto

Il PERIODO non era proprio florido sia per l’umanità che per l’orologeria.Infatti quest’ultima, si vedeva ad affrontare l’invasione del quarzo, che dal Giappone, arrivava feroce e spietato, mandando in crisi l’intera produzione elvetica.Molte delle Case produttrici, all’epoca, videro abbassarsi drasticamente la produzione e i fatturati, mentre il quarzo raccoglieva consensi e plausi di tutte le classi sociali.Anche le Case più blasonate si videro in seria difficoltà, quando prese alle strette, dovettero ingegnarsi con qualcosa di rivoluzionario.Anche Patek Philippe scelse una strada ANCORA inesplorata con il suo Nautilus, mentre Omega si chinò verso l’elettronica.Rolex invece continua per la sua strada, anticipando addirittura i tempi del dopo crisi.In Audemars Piguet invece fa capolino tale Alessandro De Marchi, importatore italiano del Marchio, che vista l’antiquata collezione proposta dalla Casa, decide di fare richiesta di un orologio che ANCORA non esisteva, un orologio che racchiudesse in se la sportività che mancava nel panorama di Audemars Piguet e in quello mondiale.Alla guida dell’Azienda, in quel PERIODO, troviamo Georges Golay, a capo dal 1969 e rimasto fino alla sua scomparsa nel ’87, che diede fiducia alla lungimiranza di De Marchi.
Come già detto, questa linea conta ben cento modelli, ed è impossibile descriverli tutti a meno che non scrivere un libro. Però per farvi capire l’originalità e la perfezione di questo modello vi citeremo i più famosi e recensiremo uno degli ultimi modelli realizzati dall’azienda.L’Audemars Royal Oak Perpetual, è una delle linee moderne più acquistate dagli appassionati del marchio, l’orologio si distingue sempre per la sua lunetta ottagonale con le viti a vista, di questa linea ne esistono diversi modelli, sia in oro e che in acciaio. I modelli in oro giallo sono a 18 ct. mentre i modelli in acciaio Perpetual sono inossidabili.La cassa dei modelli Perpetual è di 41 mm, il calendario perpetuo è ciò che da il nome a questo orologio che offre la lettura di giorno, data, mese, luna astronomica. La settimana, viene visualizzata sull’anello esterno del quadrante, che riesce a calcolare anche gli anni bisestili. Questi modelli dell’Audemars Piguet Royal Oak sono impermeabili fino a 20 metri, ed è un modello a carica automatica, con un meccanismo che si ricarica naturalmente grazie al movimento del polso.Il Royal Oak, viene presentato dalla Audemars Piguet al salone di Basilea del 1972.

Audemars Piguet ha annunciato una eccezionale vendita all’asta di orologi Royal Oak organizzata da Antiquorum il prossimo 13 maggio al Grand Hotel Kempinski di Ginevra. Saranno battuti oltre 50 Royal Oak e a oggi rappresenta l’evento tematico più importante mai organizzato, che coincide con il 40° anniversario della nascita di questo modello leggendario.

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Royal Oak Jumbo serie A (1972) n° 88 @ Antiquorum

Fra i pezzi più importanti, un Royal Oak Jumbo serie A (1972) n° 88, alcuni dei primi modelli Royal Oak in tantalio e oro rosa, esemplari di serie speciali fra cui il Sydney to Hobart (1998) e l’edizione Alinghi (2003) che è stato il primo modello Royal Oak proposta con la cassa in carbonio forgiato.

Saranno messi in vendita anche orologi complicati tra cui un Royal Oak Calendario Perpetuo scheletrato (1997) e un Royal Oak Grand Complication con 786 diamanti (2002). Pezzi come la Grande Complication, fatti da un unico orologiaio, richiedono oltre sei mesi di lavoro per l’assemblaggio e la messa a punto.

E fu proprio Golay a commissionare a Gerald Genta l’orologio che romperà gli schemi, proponendo un orologio che non vantava tanto ergonomia e funzionalità, ma che aveva un impatto estetico che usciva dall’immaginario comune nel mondo dell’orologeria.L’idea che arrivò dall’artista, era un orologio che unisse un metallo “povero” come l’acciaio, ma che avesse una lavorazione di qualità superiore come si faceva solo per l’oro, e che presentASSE linee potenti che emanASSEro una sensazione di tecnica qualità.Arrivò così la forma ottagonale, scelta per i suoi lati corti che non si staccavano troppo dalle rotondità consuete dell’epoca.Arrivarono anche le viti sulla LUNETTA, le quali avevano ispirato Genta dopo averle viste nell’oblò del casco di un palombaro.Viti funzionali e bene in vista sulla LUNETTA, un segno che ANCORA oggi contraddistingue il Royal Oak.Anche il bracciale si presenta come un capolavoro integrato alla CASSA, ad opera della Gay Fréres, azienda tra le più famose degli anni 50 e 60.Nel 1972, esordì il primo Royal Oak con referenza 5402 nella versione Grand Taille e si ebbe finalmente il riscontro del pubblico, che naturalmente si divideva in 2 tra i complimenti e i disappunti, visto anche il prezzo che si aggirava all’epoca, intorno alle 700 mila Lire (un Submariner della Rolex ne costava circa 200 e un Ingenieur di IWC 150).E come ben sappiamo, il successo del Royal Oak, ha ben pochi eguali.

Verranno anche proposti dei Royal Oak Offshore, in edizione limitata come il Royal Oak Offshore Automatico End of Days che porta il nome del film interpretato da Arnold Scharzenegger uscito nel 1999.

Ma perché questo nome inglese arrivo a battezzare una linea di orologi svizzera? Bene, negli anni successivi, il nome Royal Oak era molto conosciuto in Inghilterra, e per questo fu utilizzato per battezzare quattro navi della Marina militare Britannica. Una delle quali aveva degli oblò ottagonali chiusi a vite! Questo non vi ricorda qualcosa? Infatti, la forma degli oblò e la loro chiusura a vite e da dove deriva lo stile e il design dell’Audemars Piguet Royal Oak.Il nome e lo stile dell’orologio, però fu portato all’interno dell’azienda svizzera da un personaggio molto importante dell’epoca, il famoso Gerald Genta. Quest’ultimo fu chiamato da Geoges Golay, che all’epoca era il presidente dell’Audemars Piguet.La crisi dell’azienda e dell’orologeria in generale, lo stava portando al fallimento, per questo motivo si rivolse, alla grande mente di Genta, per riuscire a creare un orologio dallo stile unico. Il primo modello, ideato da Genta, fu in acciaio, e la sua sorprendente forma ottagonale con viti a vista che ne percorrevano interamente il bordo, ricordavano esattamente quegli oblò: quindi non poté che chiamare il modello Royal Oak.Dal 1972, così nacque un pezzo di storia dell’orologeria, un modello, che non solo rivoluzionava il senso dello stile, ma che portava dentro di sé un pezzo di storia unico della Gran Bretagna.

Antiquorum proporrà inoltre parecchi pezzi appartenuti a personalità come il Cronografo Royal Oak Giorgio Armani n°001 in oro bianco, parte di una serie limitata di 10 esemplari.

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Cronografo Royal Oak Giorgio Armani n°001 @ Antiquorum

Sul piano estetico, l’orologio riporta le caratteristiche già ben note della linea Audemars Piguet. Il modello è costruito interamente in acciaio, e si presenta con una cassa ottagonale dal diametro di 39 mm. La lunetta si presenta anch’essa in acciaio con l’applicazione delle viti per tutta la sua estensione. Il fondello e la corono sono a vite, mentre il vetro è in zaffiro antiriflesso e antigraffio.Il quadrante è molto elegante, in colore Blue Tapisserie, con punti in oro bianco, lancette e indici in oro bianco, rivestiti da un particolare materiale per renderli anche fluorescenti al buio.Questo modello, è stato fra i più richiesti dal pubblico di quest’azienda svizzera negli ultimi anni. L’Audemars Piguet è un orologio di lusso e come tale, è possibile acquistarlo da i rivenditori ufficiali o richiederlo nelle gioiellerie che trattano orologi di lusso. Essendo un modello del 2005 potreste trovarlo anche usato, comunque il prezzo di quest’orologio parte dai 10.000 mila euro e può arrivare a costare nuovo sopra i 15.000 mila euro. Ciao e alla prossima recensione.Oggi, noi di recensioniorologi.it dopo avervi recensito nelle precedenti settimane alcuni modelli di questa collezione, vogliamo parlarvi dell’intera linea dall’Audemars Piguet Royal Oak. Orologi di lusso, sportivi dal valore inestimabile, e con un storia veramente da scoprire!Quando parliamo di orologi di lusso, ricercati, sportivi, eleganti e storici, sicuramente non possiamo che ricordare l’Audemars Piguet Royal Oak. Questo modello ha fatto la storia dell’Audemars Piguet, non solo, è il vero segno distintivo della maison orologiera svizzera.

Altro pezzo clou dell’asta è il pezzo numero 1 della versione 2012 del Royal Oak nella sua versione in acciaio 41 mm con quadrante blu e decorazione Grande Tapisserie (15400ST) il cui ricavato della vendita sarà interamente devoluto alla Fondazione Audemars Piguet Wiki Replica che agisce in favore della conservazione delle foreste del pianeta.

Per questa storica vendita all’asta, Audemars Piguet ha lavorato in stretta collaborazione con Antiquorum per garantire l’autenticità di ogni orologio Royal Oak. Fatto importante, e che che potrebbe far lievitare i prezzi di molti di questi orologi – disegnati dalla penna fatata di Gèrald Genta – è che tutti i modelli sono stati inviati in Svizzera alla manifattura di Le Brassus per essere esaminati e saranno consegnati con un nuovo certificato d’origine.

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